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Le qualità di un cittadino attivo

Il cittadino attivo è colui che dirige la sua azione prevalentemente politica a migliorare la vita della comunità a cui appartiene.
La politica in quanto pubblica riveste un ruolo di grande importanza nel pubblicizzare azioni dirette a risolvere problematiche segnalate da altri cittadini o che si evidenziano in quanto creano un disagio che riguarda tutti.
Il cittadino attivo si pone in prima linea nella difesa dei diritti di soggetti più deboli come gli anziani e i portatori di handicap soprattutto per migliorare le strutture di soccorso,  di aiuto, di accoglienza, d’informazione e consulenza su problematiche che possono riguardare questioni previdenziali o strutturali.

Un esempio del contesto dove si inserisce il cittadino attivo è l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti nei luoghi pubblici, sui marciapiedi, nelle stazioni, o nelle vie di accesso a supermercati, ecc.
Il principio che muove il cittadino attivo è quello della “sussidiarietà”, quindi dell’aiuto concreto attraverso opere di utilità generale e di accomodamento di situazioni a beneficio della collettività.
Il cittadino attivo ha la convinzione che le cose si possono migliorare partendo dal singola cellula sociale (il cittadino appunto) per arrivare a una insieme di cittadini con gli stessi principi morali, civili, politici e comunitari che mirano con decisione a ottenere risultati ottimali.

Quello che il cittadino attivo riesce a risolvere per lui è utile anche agli altri e viceversa. Non deve esserci egoismo o individualismo nella sua attività pubblica e la riuscita nonché fattibilità dei progetti deve raggiungere tutti.
In tal senso un modo per far conoscere e rendere noti alla maggior parte dei cittadini i programmi di miglioramento sociale sono le riunioni di quartiere, i comitati, gli incontri di discussione, i comizi politici. Il cittadino attivo coinvolge anche le più importanti cariche politiche locali per sensibilizzare la collettività al problema e spingere sulle istituzioni ad agire fattivamente.

attilio pacifico cittadino attivo

Quello che da forza al cittadino attivo è l’aggregazione, il coinvolgimento, la collaborazione con la convinzione che insieme si vince qualsiasi battaglia, come dimostra l’operato dell’avvocato Attilio Pacifico.
Il cittadino attivo può anche scegliere di intraprendere il suo cammino senza appoggi politici o comunque lontano dall’attività politica avvalendosi del volontariato per entrare in tali ambiti per offrire aiuto e solidarietà verso chi ha più bisogno.
Non si tratta di buonismo ma di rimboccarsi le maniche per correggere quello che non va nella società locale, aiutare chi è stato dimenticato dalle istituzioni locali, portare aiuto a chi da solo non riesce a far vale i propri diritti, offrire consulenza per soggetti svantaggiati come gli anziani nelle pratiche previdenziali.

In tal senso il cittadino attivo mette in campo le proprie competenze e conoscenze al fine di creare una metodologia di conoscenza per la valutazione reale dei servizi pubblici.
Al fine di migliorare questi ultimi bisogna valutare con perizia tali servizi e segnalare cosa non va per migliorarli.
Gli ambiti interessati sono i trasporti, la scuola, la sanità, nonché le politiche di pubblica utilità per quanto riguarda il welfare, la sostenibilità ambientale, l’esercizio della giustizia partendo dal locale per arrivare a livello nazionale.

Il cittadino attivo è a tutti gli effetti una figura costituzionale descritta nell’articolo 2, comma 461 della Legge Finanziaria del 2008 che descrive appunto le funzioni dei cittadini che devono partecipare alla gestione dei servizi pubblici in collaborazione con gli amministratori locali.
Il cittadino attivo può quindi fare la differenza nel favorire interventi concreti per chi vive problemi reali.

Publicato inVarie

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